Le vie degli orti

percorsi slow nell'Alt(r)a Versilia e dintorni

Pubblicato da Cinzia il 12 dicembre 2014

Questo è un appuntamento serio, non solo una fiera del turismo, anzi diciamo che
non ha nulla a che fare o in minima parte con gli eventi chiamati con lo stesso nome ed è
un complimento ovviamente.
Ogni anno si pone lo stesso dubbio: quale panel seguire? Inevitabilmente bisogna scegliere.
Questo è il mio percorso che alla fine tornando a casa, rivisti appunti, sollecitazioni ,tweet
scopro aver un filo conduttore forte : L’emozione .
Passione ed emozione, due ingredienti fondamentali per continuare a lavorare bene in questo
settore. Lavoro da quasi vent’anni nel settore turistico ricettivo e per me questo appuntamento
rappresenta il momento per i toccare base,fermarsi, riflettere per poi ripartire.
Circondata troppo spesso da colleghi lamentosi e anche da situazioni oggettivamente difficili
BTO diventa un bacino dove attingere energie , per imparare, per sentirsi parte di un tutto, per divertirsi.
Scegliere è stato difficile; non lo è stato seguire la coppia Diegoli/Formisano provocatori senza voler essere i primi della classe , ironici e davvero utili . Nessuna ricetta da seguire ,ogni struttura , ogni caso è un caso particolare . Fare a meno delle OTA ? Si , no , forse ! Essere presenti sui social certo ma quanto mi costa ? Quali sono i ritorni ? Quali i numeri ? Ma soprattutto tutto questo lavoro per essere visibile e poi? Scherzosamente ma mica tanto : “Se siete bassi nelle classifiche di tripadvisor, prima pulite i pavimenti e poi pensate allo storytelling”.(cit Camilla Formisano)

Lo spazio della realtà e il messaggio del cuore sono passati quest’anno attraverso la magia di @gigitagliapietra , della sua personalità, del suo calore della forza del messaggio della musica , delle ricette per i miracoli , quelli veri .

“Una guida attenta
un progetto comune
un obiettivo comune
fiducia in gran quantità
funziona se c’è convinzione,passione allegria e fiducia “.

Come per magia mi ritrovo a seguire per la prima volta dopo quattro BTO Paolo Iabichino che sembrava aver sentito e applicato le parole di Tagliapietra .
La presentazione del case study di web marketing territoriale sulle incisioni rupestri della Valcamonica infatti sembra essere il continuum dell’intervento precedente :Segno e territorio lo potremmo chiamare . Un progetto alto, pensato,forse anche un po’ visionario ma condiviso.
Un esempio su come si può raccontare un territorio e raccontandolo farne parte,creando un racconto collettivo .
Non il solito portale ma una navigazione instintiva e personale fatta con i segni e i quattro elementi (acqua fuoco,terra ,aria) dove non c’è posto per le parole, dove si segue il segno.

Ma raccontare un territorio significa averne la “mappa” ,avere i dati , partire da questi è fondamentale ,cosi il percorso immaginato ,senza una linea temporale continua , con @Mafe e @Gallizio e il loro progetto Pleens . Intrecciando mappe mentali , dell’anima, di un territorio con i piedi per terra mostrano le infinite possibilità che stanno dietro a questo strumento. Quante analisi diverse si possono fare sullo stesso territorio, quante mappe diverse si possono ottenere.
Sono tante forse quanti sono i modi e le personalità di chi le vive o vuole raccontarlo ,sia esso un racconto poetico o economico,sociale o antropologico . In fondo
come tutti i nostri racconti di #BTO

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